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Inumazione: di cosa si tratta?

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Massimiliano Buccinnà

Il termine inumazione, va a definire l’atto di deporre un cadavere nel suolo.

Ciò nella maggior parte dei casi e delle culture, avviene in luoghi appositamente adibiti a tale scopo, come i cimiteri. Rispetto ad altre forme di sepoltura, come la deposizione in loculi, l’immersione in acqua o il posizionamento in postazioni sopraelevate, questa formula è legata maggiormente alla nostra cultura occidentale e, solitamente viene preceduta da una formula rituale legata al saluto della persona scomparsa.

Al giorno d’oggi, per questioni economiche e di spazio, l’inumazione ha lasciato il passo alla tumulazione. Ciò non vuol dire che, seguendo i voleri del defunto o della famiglia, è comunque possibile adottare una sepoltura classica, ovvero nel terreno.

Noi di Buccinnà Onoranze Funebri, ci occupiamo anche di questa formula, proponendo assistenza per quanto concerne le pratiche oltre che in ottica lapide. Così come per qualunque altro tipo di mansione riusciamo a risultare tra le più prestigiose pompe funebri Roma, anche in questo caso garantiamo il massimo della sensibilità, senza trascurare la professionalità e l’esperienza che contraddistingue il nostro lavoro.

Cos’è l’inumazione?

A caratterizzare l’inumazione di un corpo è il fatto che questo viene deposto sotto il livello del terreno. Ciò avviene contrariamente a quanto fatto con la tumulazione che, già da tempi remoti, prevedeva una posizione di rilievo rispetto al suolo (attraverso loculi naturali ottenuti in colline e zone montagnose o attraverso accumuli di pietre artificiali).

Nonostante in epoca moderna tale pratica avvenga attraverso feretro, con una procedura standardizzata, in passato o in altre culture l’inumazione può (o può aver avuto) dinamiche ben diverse. In alcuni casi infatti, il corpo viene avvolto in un lenzuolo, mentre in altri il corpo viene seppellito totalmente privo di vestiti.

Ovviamente, per la legislazione italiana esistono particolari prassi da seguire in tal senso e, il corpo, deve sempre e comunque essere contenuto da una bara.

Una piccola curiosità: la sepoltura di mare

Presso i popoli di mare, era abitudine effettuare quella che è conosciuta come sepoltura di mare. In questo caso, il corpo viene lasciato in acqua in alto mare affinché vada a deporsi sul fondale marino.

Tale modalità era spesso adottata per marinai militari particolarmente legati al mare. In ogni caso, dopo un certo tempo, le ossa venivano comunque esumate e poste in appositi loculi od ossari.

Il processo di inumazione

L’inumazione è l’ultima parte di un lungo processo. Questo comincia con lo spostamento del feretro dal carro funebre al luogo di sepoltura. Ciò avviene attraverso un’apposita attrezzatura che fa parte degli strumenti di qualunque agenzia funebre che si rispetti. Il feretro viene dunque preso in consegna dagli efossori, e poi sepolto all’interno di una fossa.

Lo scavo della fossa può avvenire attraverso un mezzo meccanico. Le dimensioni predeterminate della stessa variano a seconda delle direttive comunali. A grandi linee, questa deve essere larga almeno 80 centimetri e profonda da 1,5 a 2 metri. Anche la distanza tra una fossa e l’altra sono solitamente legate ai regolamenti di ogni singolo comune, anche se non sono mai inferiori ai 50 centimetri.

La fase di seppellimento

Prima di posizionare la salma nella fossa, questa viene rimossa dalla cassa in zinco. Una volta calata all’interno dello scavo il feretro è dunque pronto per la sepoltura. Questa operazione, piuttosto complessa, avviene tramite un apposito macchinario che adagia il feretro in maniera delicata sul fondo della fossa.

A questo punto, un primo strato di terriccio viene sistemato sulla bara viene sistemato manualmente grazie all’ausilio di una o più pale. La fase finale di riempimento della fossa viene invece effettuata attraverso mezzo meccanico. Al termine dell’operazione, il risultato dovrebbe essere una superficie uniforme, priva di zolle di grosse dimensioni.

Va ricordato inoltre che, durante i mesi successivi alla sepoltura, non può essere installato alcun tipo di copritomba o simile. Questa fase infatti, richiede una costante manutenzione affinché non si presentino sconnessioni del terreno. Solo dopo un determinato lasso di tempo, anche questo legato alle norme comunali, è dunque possibile arricchire il tumulo con cippi marmorei o altri eventuali decorazioni funebri.

lapidi roma

L’inumazione nella storia

La sepoltura a terra è una delle più antiche formule di rito funebre e, la sua origine, si perde nella notte dei tempi.

I primi esempi documentati accuratamente di tale pratica risalgono agli antichi Egizi, visto che per i personaggi importanti della società vi era una pratica piuttosto complessa a riguardo. Essi utilizzavano i celebri sarcofagi, che raffiguravano il defunto e proteggevano il corpo dello stesso.

Le stanze sotterranee che contenevano il sarcofago erano abbellite con oggetti tra cui gioielli, mobili e cibo che erano in qualche modo legati alla persona scomparsa. Gli alti dignitari, così come i faraoni, potevano vedere nel proprio corredo funebre il famoso Libero dei Morti, testo che avrebbe aiutato il defunto durante il lungo viaggio verso l’aldilà.

Per gli antichi Greci, la sepoltura era assolutamente importante. Nel caso il defunto non avesse avuto la possibilità di riceverla, era destinato a vagare senza fine in una sorta di limbo.

Gli etruschi invece utilizzavano una particolare forma di inumazione, che utilizzava le cosiddette tombe a pozzo. Si tratta di pozzetti rivestiti che contenevano le ceneri dei morti. Gradualmente poi, la popolazione in questione propose delle interessanti evoluzioni, con le tombe a fossa. Queste erano vere e proprie strutture sotterranea, spesso arricchite con decorazioni piuttosto curate e dal notevole senso artistico.

Durante l’Impero Romano invece, per legge entro i confini di una città non doveva essere presente una necropoli. Nonostante ciò vi era un enorme rispetto per i defunti e, per la loro dipartita, si teneva una cerimonia funebre simile per molti versi a quella odierna (perlomeno per quanto concerne la nostra cultura).

 

 

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